fradiavolo

venerdì, 10 ottobre 2008

Tutto a puttane

E' la fine... ma avete sentito il nuovo Zingarelli? I neologismi entrati quest'anno nel rinomato vocabolario d'italiano: tronista, gossipparo, second life, tomtom!!!... ma puttana troia! e il nome del mio gatto no?

scritto da fradiavolo | 15:18 | commenti (1)
delitti e fastidi

martedì, 07 ottobre 2008

Brevi dal mondo

Secondo un recente ed autorevole studio compiuto dalle Giovani Marmotte di Cambridge pare che bruciare banchieri nei termovalorizzatori non produca alcuna emissione inquinante.

scritto da fradiavolo | 09:14 | commenti
delitti e fastidi

giovedì, 07 agosto 2008

"Abbiamo tutti imparato a non aver paura del buio, ma ci siamo dimenticati che il buio significa morte."

David Bell

scritto da fradiavolo | 21:08 | commenti (3)
il senso della vita

giovedì, 24 luglio 2008

Outing emozionale

Sono Ester
e fatto.

 

scritto da fradiavolo | 12:00 | commenti (2)
pensieri bolliti

lunedì, 21 luglio 2008

Comunicato:
scimmia cammina con me.
L'ombra si allunga.

 

scritto da fradiavolo | 12:54 | commenti (1)
575

lunedì, 12 maggio 2008

il blog è chiuso per ferie,

riapre quando mi gira.

scritto da fradiavolo | 08:57 | commenti (4)

mercoledì, 07 maggio 2008

NYC (3)
Harlem
 
La compagnia di ventura a la descoverta de le Americhe era composta da 8 persone. Numero sufficiente per disporsi a testuggine romana, con le due ragazze al seguito a fare da scudo umano, ed affrontare Harlem con il massimo rispetto per i fratelli. A parte gli scherzi, Harlem è un posto tranquillo e piacevole, per lo meno di giorno: puoi perfino scattare foto senza che nessuno ti uccida per questo (è il caso di essere precisi: a East Harlem i portoricani ti sbranano per molto meno). Harlem è un quartiere pieno di vita, di personaggi veri e curiosi che vivono la strada, tutti sembrano conoscersi come fosse un paesone. Case basse, vecchi seduti davanti a botteghe fatiscenti o abbandonate, bambini che vendono la musica ai passanti... checkitout, checkitout, checkitout!!
Shopping: i Levi’s non costano un cazzo: comprati 3 paia.
 
 
 

harlem2
scritto da fradiavolo | 12:56 | commenti (5)
viaggi

NYC (2)
I poliziotti sono davvero obesi e mangiano ciambelle
 
NYC è l’insieme di cinque boroughs: Manhattan, Queens, Staten Island, Bronx, Brooklyn. Obiettivo della missione: Manhattan, 9 giorni, con una puntatina a Broocklyn.
C’è gente che in una settimana visita mezza costa orientale, ma vi assicuro che non vede un cazzo.Per quanto mi riguarda l’interesse verso città come Washington, Boston o Philadelphia è pari a zero. Prima di andare a Washington vado a Lipsia.
Per vedere le cose principali di Manhattan forse bastano 4 giorni, metti la tua bandierina sul mappamondo e torni a casa con l’ipod. Per cercare di andare appena oltre serve più tempo: in 9 giorni ti fai, forse, un’idea meno superficiale, ma non puoi dire certo di aver vissuto la città.
scritto da fradiavolo | 12:52 | commenti (1)
viaggi

martedì, 29 aprile 2008

NYC

NYC2008-BroocklynBridge1

La capitale dello Stato di New York è Albany.
Ora che sapete questo potete buttare le vostre guide di New York City.

NYC è esattamente come me la immaginavo. Tutto è familiare, già visto, colpa del cinema e della tv: in ogni momento ho la sensazione di far parte di un film, di visitare location e non solo luoghi. A stento cerco di distaccarmi dai ricordi di vite precedenti che non mi appartengono… ma è tutto così reale.

scritto da fradiavolo | 16:37 | commenti (11)
viaggi

sabato, 22 marzo 2008

SALVIAMO I BONSAI, BRUCIAMOLI

Già la vita di un vegetale è, per definizione, una vita di merda, immaginate quella di un bonsai. Una miniatura di albero costretta a vivere in un minuscolo vasetto e sistematicamente sottoposta alle più atroci torture al fine di inibirne la crescita.

L'esperienza del Fronte di liberazione dei nani da giardino ha ormai aperto le strade a nuove iniziative rivoluzionarie. Dopo secoli di lotta clandestina contro la cosidetta arte bonsai, il mondo è pronto ad accogliere le nostre istanze, è ora di uscire allo scoperto. Nei prossimi giorni il Movimento emanerà un comunicato ufficiale col quale porrà fine per sempre alla sua natura esoterica.

scritto da fradiavolo | 20:23 | commenti (15)
pensieri bolliti, delitti e fastidi

sabato, 23 febbraio 2008

SCIMMIE

scritto da fradiavolo | 14:07 | commenti (5)
bestiario

domenica, 27 gennaio 2008

Trame misteriose

L'ultima volta che sono stato a teatro ho notato che tra il palcoscenico e il pubblico c'era una fitta e sottilissima rete nera. Da lontano quasi non si distingueva. Non sono un esperto e neppure un grande amante del teatro, ma una volta, comunque, frequentavo più spesso e non mi è mai capitato di accorgermi di una cosa simile.

Aiutatemi a risolvere il mistero della rete, ho elaborato alcune ipotesi:

1 - La rete ha la stessa funzione di una calza davanti alla telecamera, sfuma rughe e imperfezioni meglio del cerone.
2 - Protegge gli attori dal lancio di ortaggi dal pubblico nel caso di una disfatta.
3 - Protegge il pubblico dal lancio di ortaggi da parte degli attori (teatro sperimentale).
4 - Protegge le prime file da sputacchiamenti degli attori, schizzi di sudore, sangue e altro.

Sono sicuro che tra voi c'è qualcuno che mi può illuminare.

scritto da fradiavolo | 18:01 | commenti (13)
frattaglie

venerdì, 18 gennaio 2008

1. e4 c5 2. Cf3 d6 3. d4 cxd4 4. Cxd4 Cf6 5. Cc3 a6 6. Ag5 e6 7. f4 Db6 8. Dd2 Dxb2 9. Cb3 Da3 10. Axf6 gxf6 11. Ae2 h5 12. O-O Cc6 13. Rh1 Ad7 14. Cb1 Db4 15. De3 d5 16. exd5 Ce7 17. c4 Cf5 18. Dd3 h4 19. Ag4 Cd6 20. C1d2 f5 21. a3 Db6 22. c5 Db5 23. Dc3 fxg4 24. a4 h3 25. axb5 hxg2+ 26. Rxg2 Th3 27. Df6 Cf5 28. c6 Ac8 29. dxe6 fxe6 30. Tfe1 Ae7 31. Txe6

scritto da fradiavolo | 15:53 | commenti (11)
arte, un giorno da dio

sabato, 12 gennaio 2008

Bisogna sapersi accontentare

tarantino_orchidea
Mi trovo in un corridoio lungo e stretto insieme ad altre persone in attesa di essere ricevuto. Arriva il mio turno, mi fanno entrare in una stanza tutta rossa e verde con grandi specchi barocchi alle pareti. Un signore mi accoglie cortesemente. E' elegantissimo nel suo gessato classico acceso solo da una splendida orchidea fucsia. Mi ascolta attentamente aggiustandosi i baffetti, ma non ricordo di cosa parliamo, so solo che sono molto nervoso. L'udienza dura poco, ci salutiamo, anche troppo calorosamente, e la cosa mi preoccupa. Un uomo mi scorta al buio nell'androne della casa ai piedi di uno scalone. Mi dice di attendere, mi consegna un pezzetto di carta e se ne va. Un quadratino di carta strappata, lucida da un lato come quella che usano in macelleria per incartarvi la carne. C'è un numero scritto a pennarello, mi pare 1,5 o 1.500... l'hanno scritto nel verso lucido e si sta cancellando... non capisco... penso a 1,5 milioni o 1500 euro... forse ho bisogno di soldi...
Rimango al buio, quando da una porta semiaperta intravedo una stanza, un tavolo e delle persone intorno che lavorano, pare con dei coltelli, una sega... stanno facendo a pezzi il tipo che era in fila prima di me nel corridoio. Non è il caso di aspettare il mio turno anche questa volta, devo scappare... ma non ne ho il tempo. Da quella porta esce un tizio con un sacchetto di carta e me lo porge. Lo prendo senza dire una parola e me ne vado a passo svelto verso l'uscita: un chilo e mezzo di carne fresca è sempre meglio di niente.

scritto da fradiavolo | 15:00 | commenti (5)
sogni

domenica, 06 gennaio 2008

Ricominciamo dal principio

RothkoUntitled1969Rothko, Untitled (1969)
scritto da fradiavolo | 15:16 | commenti (5)
arte

sabato, 10 novembre 2007

Le origini del dissenso

C'era una volta in un paese molto lontano una allegra conbriccola di 13 bambini che giocavano insieme a pallone nella squadra del quartiere. Un anno, al termine di una stagione lunga e travagliata, il destino premiò l'impegno e l'indubbio talento dei 13 bambini che finalmente poterono conquistare per la prima volta la vittoria del campionato. Una sera si riunirono attorno ad un lungo tavolo di una pizzeria per festeggiare l'ambito traguardo: 13 tute rosse su 13 sedie, 13 piatti e 13 bicchieri, 13 forchette e 13 coltelli, 13 pizze e... 12 lattine di Coca Cola.

Quella sera capii di non essere uguale a tutti gli altri bambini, o forse ne ebbi la conferma... ma per non dare troppo nell'occhio non ordinai né acqua né altro. Nella confusione nessuno si sarebbe accorto della mancanza di una lattina, mentre una bottiglia di acqua, rigorosamente no gas, sarebbe spiccata troppo sulla tavola e mi avrebbe inevitabilmente fottuto la preadolescenza: a quell'età l'anticonformismo non è tollerato e già avevo problemi per gli occhi a mandorla e la erre francese.

Per anni ho continuato per abitudine a dissimulare il mio dissenso totale per la coca, senza farci troppo caso. Non si può dire, infatti, che questa mia piccola mania alimentare fosse l'unica: ad esempio fino a qualche anno fa non avevo mai neppure assaggiato un gelato che non fosse bianco: fiordilatte, vaniglia o crema purché bianco immacolato. Ogni tanto, in caso di estrema necessità, qualche leccatina al cono al limone, ma mi faceva schifo; unica eccezione per il gusto puffo (adoravo i puffi), colore blu ovviamente, al gusto di fiordilatte.
Finalmente con l'avvento liberatorio dell'alcool, in concomitanza col fiorire dei primi brufoli e delle camice di flanella a scacchi, ho colmato di colpo la mia esigenza di omologazione.
Ho passato i successivi anni della mia adolescenza ubriaco perso, ma in uno stato prossimo dal non allontanarsi troppo dalla magari non proprio felic... ma ecco direi contentezza. Momenti di luce alternati a momenti di buio, ma vi assicuro che a nessuno importava che io non bevessi coca.

Quando le ombre hanno cominciato ad allungarsi troppo e ad assomigliare al deprimente inverno polare, per non fare la fine dei finlandesi, ho dovuto tirare le briglia alla bottiglia. Ormai avevamo cavalcato insieme ben oltre il limite della decenza e la frontiera dell'adolescenza (pare ci fosse un cartello da qualche parte) era già passata da anni.

Ancora oggi non ho idea di che gusto abbia la Coca Cola, mai nemmeno sfiorata con le labbra. Certo mi rendo conto di essere raro o quanto meno strano, unico non penso, ho ancora fiducia nel Borneo, tanto che, a questo punto, qualche amico mi suggerisce di puntare al guinness; meglio una guinness dico io... considerando la difficoltà di esibire una prova certa del primato (sentite anche voi dei cavalli scalpitare?).

Il motivo per cui mi ostino ancora a non bere l'amaro calice (è amaro?) mi è oscuro: perchè porto l'orologio a destra? non lo so.  Di sicuro la cosa non mi attrae altrimenti ci sarei già cascato. Potrei perdermi qualcosa di eccezionale e non saperlo. Come facevo a sapere che sarei andato pazzo per la cioccolata calda in tazza prima di provarla? Due anni fa l'ho fatto e sì... ora vivrei di cioccolata. Nessun rimpianto.
Credetemi è dura la vita quando non si è capiti nemmeno da se stessi. Figuriamoci poi quando chi ti dovrebbe stare vicino banalizza il problema e confonde capre e cavoli.
Tempo fa la mia morosa, approfittando del buio del cinema, mi ha allungato infingarda la cannuccia del suo bicchierone per offrirmi ufficialmente 'acqua', dopo che mi ero divorato una confezione maxi di sale con pop corn. Alla prima succhiata, mi sono subito accorto che non era il liquido puro e liscio che mi aspettavo, ma qualcosa di indefinibile che istintivamente non ho desistito a spruzzarle in faccia.
Ero scampato all'attentato: non si trattava di Coca bensì della cugina sfigata Pepsi! Non che la Pepsi l'avessi mai... ci siamo capiti.

A volte penso che se fosse ancora in vita Costanzo Sciò mi avrebbe potuto invitare alla sua trasmissione a parlare di come l'alcool mi abbia salvato dalla Coca. La mia esperienza avrebbe potuto aiutare molti ragazzi che tutt'ora stanno portando avanti la propria lotta solitaria contro il mondo. Coraggio, la fine è vicina!

scritto da fradiavolo | 00:31 | commenti (15)
il senso della vita, pensieri bolliti, un giorno da dio

sabato, 27 ottobre 2007

Salta che ti passa

aunpasso
scritto da fradiavolo | 01:41 | commenti (7)
frattaglie

sabato, 06 ottobre 2007

Mork chiama Orso, rispondi Orso

L'altro giorno la notizia in tv degli orsi e dei lupi uccisi nel parco degli Abruzzi. Tutte quelle guardie forestali col loro zainetto a caccia di quei bastardi che li hanno avvelenati. Sembravano felici.

L'idea mi torna in testa periodicamente, un paio di volte all'anno in prossimità degli equinozi, e di solito non mi trattengo dal manifestarla pubblicamente. La butto lì dove capita, senza pensarci, come uno sfogo, magari durante un caffè tra colleghi o a cena dai miei: mollo tutto e vado fare la guardia forestale!

Già mi vedo nel bosco alla guida del mio Defender verde a sorvegliare daini e cerbiatti dai bracconieri... armato di binocolo e zainetto, tutto il giorno immerso nella natura buona e benevola dove tutto è pace e silenzio; solo il vento sussurra, ma non disburba e... q u e s t a s t a n z a n o n h a p i ù p a r e t i m a a l b e r i a l b e r i i n f i n i t i...

Il risveglio è sempre brusco e le reazioni di chi assiste alle mie divagazioni sono contrastanti: i colleghi scoppiano a ridere perchè pensano che non potrei mai farlo, mentre i miei genitori si preoccupano perchè si aspettano la cazzata. Tutti credono di conoscermi.

scritto da fradiavolo | 02:01 | commenti (9)
sogni, il senso della vita, pensieri bolliti

lunedì, 30 luglio 2007

Mutanda e tenaglia perfetta canaglia
almostblue

Il bel film di Alex Infascelli tratto dal romanzo di Lucarelli non c'entra nulla se non per la figura del serial killer in locandina.

Ore 23:30 circa. Una scarica di campanello e bestemmie mi tira giù dal divano. Prima di aprire ascolto le voci da dietro la porta. Sono quei matti dei vicini del piano di sopra. Esco sul pianerottolo così come sono, in mutande, e mi trovo davanti il padre di quelli di sopra, così com'è, in mutande e pure scalzo. E' la prima volta che incontro il tipo perché fa i turni di notte, e ne avrei fatto volentieri a meno. Nudo, secco e nervoso, la testa rasata tutta rossa di mercuro cromo, gli occhi spalancati. Mi urla bestemmie agitando una tenaglia e un cacciavite. Il tizio intende comunicarmi che ha un problema. Ok, ha più di un problema, ma quello che l'ha fatto andare in bestia è che ha spezzato la chiave dentro la serratura del portone condominiale rimanendo chiuso dentro ed è in ritardo per il lavoro. Ma dove cazzo andava nudo!? Nel suo articolato sproloquio mi pare di intendere anche la sua decisa critica (velate minacce di morte) nei confronti di CHI ha chiuso il portone a chiave. Logico.
Una attenuante gliela concedo. Il portone era da tempo sempre lasciato aperto a causa di un guasto alla serratura colpevolmente mai fatta aggiustare dai proprietari. L'unico modo per chiuderlo, anche se a fatica, era con la chiave. In un certo senso posso anche capirlo, qualche mese fa anche a me si è spezzata dentro la chiave e ammetto di essermi lasciato andare per qualche minuto alla disperazione, ma non per questo mi sono denudato minacciando chi ha chiuso il portone. Sono rimasto lucido e razionale quanto basta per cercare di adoperare una pinza per estrarre il pezzo di chiave rimasto dentro il cilindro della serratura, invece di martellarlo dentro come ha fatto il pazzoide.
Dimenticavo di dire che sono stato io a chiudere il portone ieri sera, e guarda caso sono anche uno dei proprietari. Lui questo lo sapeva, altrimenti non avrebbe mandato il figlio, un gabber tossicomane, a far risonare proprio il mio campanello a forza di potenti bestemmie. In questi casi si fa quello che un uomo razionale deve fare: assecondare il matto, negare l'evidenza e scaricare la colpa sulle mie due povere dirimpettaie che hanno paura dei tipacci del quartiere. Ovviamente non l'ha bevuta. A questo punto mi offro di telefonare ad un apriporta, uno di quelli disponibili 24 ore al giorno (in cambio di un rene, il mio), quando lo schizzato con l'aiuto del figlio comincia a piantare della mazzate terribili al vetro, inutilmente antisfondamento, del portone. Interpreto il gesto come un "no, grazie" e mi chiudo in casa.

scritto da fradiavolo | 16:17 | commenti (10)
delitti e fastidi

venerdì, 20 luglio 2007

Esperienze di premorte sul bus numero 6

Fermata del 6, un pomeriggio di luglio.
Quanto in tutta l'Italia si muore dal caldo, sul bus numero 6 ti fanno anche il funerale.
L'aria ondeggia sull'asfalto incandescente. Una macchiolina arancione appare all'orizzonte come un miraggio. Se è in ritardo pesante di sicuro è il bus numero 6.
Immaginate una scatola di lamiera arroventata dal sole, senza aria condizionata e strapiena di operai e impiegati con già mezz'ora di corsa alle spalle dopo una lunga giornata di lavoro. Diaciamolo... persino Cameron Diaz avrebbe un'ascella da ergastolo.
Salire è già un'impresa. Le porte si aprono di schianto e davanti mi trovo un muro di gente che mi guarda con odio. L'odio è reciproco, mi faccio largo a gomitate e pestoni... il bus riparte, l'apnea finisce... l'odore e il caldo pazzesco, una botta terribile. Mi mordo la lingua per non svenire... e una volta trovato un appiglio qualunque per reggermi inizio a meditare... Strano posto per fare joga, nessuna melodia soave, niente incenso... e poi dai... attaccato alla cintura dei pantaloni di un magrebino... non si è mai visto. In ogni modo mi concentro sulla respirazione (ovvero cerco di non respirare), chiudo gli occhi e visualizzo una lunga spiaggia di sabbia, la spuma delle onde dell'oceano, mi lascio cullare dalla brezza leggera e dal suono lontano dei gabbiani e dolcemente mi assopisco.

*** continua ***

scritto da fradiavolo | 15:15 | commenti (4)
omni-bus

giovedì, 28 giugno 2007

occhio che mordo!

Marlene-Dumas-Babe

Marlene Dumas, Die Baba (1985).

Questo ritratto della pittrice sudafricana Marlene Dumas potrebbe essere intitolato 'il giovane Adolph' e tutti commenterebbero con larghi cenni di consenso "... già si vedeva da piccolo che era uno stronzo".
Il bimbo è inquietante, ma per me è sconvolgente: è uguale spiccicato al piccolo fradiavolo.

scritto da fradiavolo | 14:59 | commenti (5)
arte

lunedì, 11 giugno 2007

"Ashes To Ashes"

Do you remember a guy that's been
In such an early song
I've heard a rumour from Ground Control
Oh no, don't say it's true

They got a message
from the Action Man
"I'm happy, hope you're happy too
I've loved
all I've needed to love
Sordid details following"

The shrieking of nothing is killing
Just pictures of Jap girls
in synthesis and I
Ain't got no money and I ain't got no hair
But I'm hoping to kick but the planet it's glowing

[CHORUS]
Ashes to ashes, funk to funky
We know Major Tom's 4
a junkie
Strung out in heaven's high
Hitting an all-time low

Time and again I tell myself
I'll stay clean tonight
But the little green wheels are following me
Oh no, not again
I'm stuck with a valuable friend
"I'm happy, hope you're happy too"
One flash of light
but no smoking pistol

I never done good things
I never done bad things
I never did anything out of the blue,
Want an axe to break the ice
Wanna come down right now

[CHORUS]
My mother said
to get things done
You'd better not mess
with Major Tom
.
.
David Bowie
(Scary Monsters, 1980)
scritto da fradiavolo | 14:13 | commenti (8)
arte

martedì, 24 aprile 2007

qualcosa di esclusivo... qualcosa di esclusivo... qualcosa di esclusivo...

knut

voglio qualcosa di esclusivo! anche se fuori stagione...

scritto da fradiavolo | 16:06 | commenti (17)
frattaglie

domenica, 08 aprile 2007

agnello_pasquafritto era tenerissimo...

Povero??... lo so lo so... ma dobbiamo tenere duro e pensare che gli evitiamo una vita da pecora...
Ammetto che questo argomento non ha convinto mia sorella... e anche quest'anno mi sono dovuto mangiare la sua parte per dimostrarle l'inutilità della sua protesta...
scritto da fradiavolo | 19:30 | commenti (12)
frattaglie

giovedì, 05 aprile 2007

Se Maometto non va alla montagna...

Quando torno a casa dal lavoro di solito accendo la tv su un canale a caso, mi tiene compagnia mentre vago per le stanze come uno zombie scamiciato. Non c'è mai un cavolo ovviamente, ma il silenzio di una casa vuota talvolta è assordante. L'altro ieri c'era un tizio che vendeva case.

Il complesso residenziale di nuova costruzione si chiama 'Domani mare'. Questo nome attira subito la mia attenzione... vuoi vedere che... non ho fatto in tempo a dirlo che il televenditore serissimo aveva già snocciolato la sua impareggiabile offerta. Le case in vendita si trovano in collina, per ora, a 7 kilometri dal mare adriatico, adesso, ma tra 15 anni...  Per effetto dell'innalzamento del mare tra 15 anni il complesso residenziale 'Domani mare' si troverà esattamente in spiaggia, non un metro prima, né un metro dopo! Una efficacissima animazione al computer mostra chiaramente e senza ombra di dubbio che il mare adriatico, a causa del benaugurato disgelo dei poli, giungerà preciso preciso ad un passo dal giardino di casa, che tu, scaltro e lungimirante speculatore immobiliare, hai comprato 15 anni prima in collina e a prezzi stracciati.

*** Aggiornamento ***

Ci sono cascato anch'io...  era tutto uno scherzo, anche se c'è poco da scherzare:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2007/04_Aprile/06/villetta_collina_mtv.shtml

scritto da fradiavolo | 15:10 | commenti (3)
frattaglie

sabato, 31 marzo 2007

home cinema2

'Die grosse Stille' di Philip Gröning

il grande silenzio.jsp
Il grande silenzio di un monastero dell'ordine dei Certosini. Ogni fotogramma un dipinto per un film meravigliosamente lento. Tre ore che hanno restituito
il senso perduto del tempo... anche a quelli che hanno dormito, che comunque non possono lamentarsi di aver dormito male...
Ammetto
che una breve pausa onirica me la sono concessa anch'io, ma aver ritrovato al mio risveglio la stessa identica immagine che mi aveva chiuso gli occhi qualche momento prima mi ha evitato quel senso di fastidio che mi prende di solito quando per qualche motivo mi perdo una scena...
C'è voluto qualche minuto comunque prima che in sala ci fosse un'atmosfera consona al film... di sicuro l'interminabile scena iniziale non ha giovato... risatine... un paio di commenti ironici ad alta voce, del tutto condivisibili... poi... silenzio... assoluto silenzio... chi ha passato indenne la prova iniziatica della prima scena è ormai totalmente affascinato e coinvolto. Dieci minuti dopo, una sonora russata spezza l'incantesimo, seguono sbadigli a catena, poi di colpo (pare una gomitata) si ritorna al film.

Qualche mese dopo, cento metri dal cineclub. Prima lezione di yoga.
Il vecchio e simpatico fricchettone che ci ha introdotto nella sala ci lascia nelle mani del maestro, un emerito sfigato, ma questa è un'altra storia... Dopo circa un'ora di respirazioni varie... una bella meditazione è quello che ci vuole. Incenso, melodia soave soffusa, ci guida la voce calda (magari...) del maestro... respirazione... visualizza la respirazione... il ruscello scorre nella valle del silenzio... i prati fioriti... e una paraguaiana di 120 kilos che spara una solenne russata da cento decibel da far tremare le finestre... fine della meditazione.
A quando un film su 'la grande russata'?

scritto da fradiavolo | 21:55 | commenti (8)
arte, frattaglie

venerdì, 23 marzo 2007

home cinema

giovedì sera è un buon momento per andare al cinema. una piccola sala a due minuti a piedi da casa: poltrone di velluto rosso, pareti nere, tempo fa dovrei aver postato una foto. di solito vado solo, evito il multisala più che altro perchè è lontano e io sono pigro. per me è comodo come accendere la tv, ma senza il telecomando. si tratta di un cine-club, prima del film il proprietario dice due parole per introdurlo, niente di pesante comunque. poi proiettano un cortometraggio di quelli finanziati dallo stato. entro alla cieca, il film lo decidono loro, prime visioni o vecchi classici è lo stesso... ogni tanto c'è anche il regista... l'ultimo è stato pupi avati con 'la cena per farli conoscere', con tante belle donne, una francesca neri sorprendente e abbatantuono. bello devo dire, il film, abbatantuono eccezziunale come al solito. c'ho anche scambiato due parole con pupi... tipo simpatico... con un nome così... dicevo... mi piace andare al cinema a caso. non si sa mai cosa si scopre, se andassi a vedere solo quello che conosco o che mi piace penso che mi perderei un sacco di cose. certo il rischio è alto, tipo quella volta che davano quel documentario su un monastero di clausura... minchia tre ore dico tre e forse più, ma sicuramente sembrava una vita... dopo venti minuti... ma l'ho già raccontato?? mi sa di si... magari prima controllo, poi esco, mi faccio una menabrea e domani continuo... forse.

scritto da fradiavolo | 21:40 | commenti (5)
frattaglie

mercoledì, 14 marzo 2007

Il pennello non mente

Sofia_Loren (Pietro_Ghizzardi)

Sofia Loren (Pietro Ghizzardi)

Oscar Wilde apprezzerebbe...

scritto da fradiavolo | 11:17 | commenti (8)
arte

giovedì, 08 marzo 2007

2-11-06

Scattata il 2/11/06

scritto da fradiavolo | 09:16 | commenti (17)
il senso della vita, un giorno da dio

mercoledì, 14 febbraio 2007

3 anni di blog

 

Kline-Untitled9108

Franz Kline, Untitled (anni '50)

Quest'anno dedico a Kline il terzo anniversario del mio blog. Dopo due anni di Burri torniamo alla pittura tradizionale, niente sacchi di plastica bruciata e vernici industriali, sia chiaro: come lui nessuno mai. Per motivi diversi dall'italiano anche le opere di Kline sono subito riconoscibili... ok il primo che dice che son tutte uguali lo aspetto fuori. Sarebbe come dire che le canzoni degli Oasis sono tutte uguali... al massimo sono simili, si chiama stile o sound o... ok sono tutte uguali. Ma belle. Arredano. Un quadro di Kline, specie se monocromatico, va su tutto. Il segreto è la gestione dello spazio vuoto, o del bianco che ne è la sua rappresentazione. Le larghe e generose pennellate nere nascondono il vero scopo: la descrizione del nulla, che parla da sé, basta saperlo incorniciare. Ci sarebbe da discutere se il nulla è meglio rappresentato dal bianco o dal nero... questione di punti di vista, da cosa hai mangiato la sera prima, forse. E' chiaro che la tela è il minimondo di un pittore e non nasce nera. Questo "senza titolo" l'ho scelto perchè con l'accenno al colore esce dal coro dei suoi soliti dipinti in bianco e nero. Lo vedo più attuale, HD ready.

scritto da fradiavolo | 14:52 | commenti (24)
arte